Utente: elettronoir

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domenica, 30 novembre 2008

Tre anni che esiste il blog e tre anni che irregolarmente scrivo, leggo e scovo vecchi messaggi che magari qualcuno mi ha segnalato privatamente in posta. Il bello era proprio questo: scrivere e attendere che quelle parole incontrassero le attenzioni e le confidenze di qualcuno che, naufragando in internet, s'imbattesse nelle trame elettronoir.

Questo è il mio ultimo post su questo blog. Ultimo perchè fra poche ore questo diario, come tutti i diari, finirà le proprie pagine, si esaurirà per destino. Non avrà più momenti da voltare in avanti.

Fra poche ora sparirà il viso di Medea come logo del gruppo, per lasciare il posto ad una nuova donna che conoscerete meglio nel tempo.

Fra poche ore l'arancione diventerà più intenso per cambiare in atmosfera, evolversi come si evolve il sole tra un'alba ed il tramonto.

ringraziamo tutte le anime net-nautiche che hanno parlato, apostrofato, commentato, e soprattutto accompagnato ogni nostra evoluzione.

da domani scriverò/emo su www.elettronoir.com e il diario elettronoir 2005/2008 si dissolverà nella mia memoria..."come un fiocco di neve che non si posa mai..."

ciao,

ciao Medea.

dal Fronte dei Colpevoli,

Marco 

 


marco
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domenica, 02 novembre 2008

Nel Dovere di Reprimere, nel Mondo che attraversa fasi senza metodo e giorni senza senso, a breve, nell'etere, ovunque, il nuovo disco di -ELETTRONOIR-.

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

Ossia?

«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

Gli universitari, invece?

«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che...

«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?

«Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no?

«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».

Franceso Cossiga, 23 OTTOBRE 2008

 

 


marco
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sabato, 04 ottobre 2008

OCTOBER

...ma tu vai avanti...
.....e avanti....
pasolini





di dilenzio in silenzio...
.....di latenza in latenza....

sgrana,


per non morire più!

..."finalmente ora sto bene..."

 



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venerdì, 26 settembre 2008

Succede quando fai posto nella tua testa....per spiegarmi meglio,
è come quando fai una cernita dei ricordi per sorprenderti da solo di quanto, incredibilmente, anche uno qualunque, come me, abbia un senso del vissuto. Si aprono i ricordi come lettere e si legge il viso che avevi, le risate che hai consegnato al mondo, lo sguardo e la pelle concessa in maniera irripetibile.
Succede tipo quando vieni licenziato, oppure quando traslochi.
Prendi i cartoni e cominci a riepirli. Scorre un album fotografico senza foto, fatto di profumi e colori che crollano dentro un mondo che non è andato perso e mai andrà perso.
Fai spazio quando ti serve altro spazio perchè arriva di nuovo un nuovo te stesso.
Stavo facendo posto, perchè arriva qualcosa che mi ha già cambiato molto.
Salta fuori ed io sento di pubblicarlo, non so se l'avevamo già fatto...ma in questo momento è giusto per una lettera d'amore di qualche mese fa...
Grazie Giona.


" Gli Elettronoir sanno scrivere canzoni. E se questa affermazione può sembrare banalmente tautologica, cos’altro dovrebbe saper fare una band?, provate a fare mente locale rispetto al panorama della musica italiana. La roba che circola per le radio è sempre la solita: la fuffa prezzolata dalle case discografiche che mentre lamentano l’assenza di novità, non rischiano un euro su gente che non sia raccomandata dai soliti noti o amica degli amici.

E invece gli Elettronoir non sono la solita roba. Ma proprio per niente.

Se invece che in Italia ci trovassimo a vivere in una delle realtà parallele della Marvel, gli Elettronoir sarebbero i nostri Klaxons. O High Llamas. Dei Klaxons che però nelle orecchie hanno conservato le meraviglie di Siberia dei Diaframma. E i ragazzetti che camminano in giro con gli anfibi slacciati o le converse scalcagnate con i pantaloni a vita bassa-bassissima, indosserebbero le t-shirt con il logo degli Elettronoir.

Se infatti accettiamo il fatto che una band deve essere in grado di scrivere canzoni e che le canzoni sono fatte per essere condivise, un’esperienza che mentre racconta una storia evoca altri mondi possibili, allora gli Elettronoir oggi non hanno pari in Italia anche se magari non ne avete mai sentito parlare. E questo, credetemi, è un vero crimine. Una vergogna.


(Ma se non ne avete sentito parlare, datevi da fare, accidenti a voi! Cercateli e mettete mano alla tasca. L’unica musica che vale la pena comprare è la musica “bella”).


Mi sono innamorato degli Elettronoir, lo ammetto e così smetto di nascondermi dietro un dito, dopo aver ascoltato Sciarti, un brano contenuto nel loro mini cd. Una domenica mattina. E poi ho mandato in heavy rotation il brano. E mi chiedevo: com’è che non sono ricchissimi e vendono milioni di copie? E perché circolano ancora i Tiro Mancino?

Se c’è una cosa che detesto della musica italiana è il peso delle parole nell’economia della musica. Quando ascolti una canzone in italiano senti sempre il peso dell’esibizione della cultura libresca. Le parole prese di peso da altri mondi e calate in strutture che in realtà le rifiutano. Le parole che gambizzano la canzone mentre tu pensi con un ghigno: “Che idioti!”. Le parole che devono dire per forza qualcosa. Quelle cose che in genere la canzone, ossia la melodia, la struttura, non riesce a dire neanche se minacciata. Con gli Elettronoir, invece, e ben prima che sapessi che faccia avessero Marco e Matteo, non mi è capitato. E non mi capitava dai tempi dei Diaframma di Siberia, appunto (oppure andando più indietro di Alberto Camerini). Vabbeh, La Crus.


Marco canta come se la sua vita fosse ostaggio della canzone. Come se lottasse per trovare ogni volta un nuovo modo per cantarla e per farcela vedere. Lo senti nella tua pelle che Marco canta con tutta la sua vita. E la band che è lì, che lo segue come un muscolo. Con i nervi tesi. Stanno evocando una visione. O un sortilegio. Li ascolti e sai che per loro la musica è una cosa dannatamente seria: ne va della loro vita.

L’autentico miracolo degli Elettronoir è che sanno esattamente quello che stanno facendo. Sanno come farlo ma io, nel caso volessi ascoltare solo belle canzoni, mi godo il frutto del loro lavoro come se le loro canzoni nascessero nelle loro teste e nei loro cuori senza nessuno sforzo.


Il piacere, con loro, diventa commozione.


Per questo motivo, alla NoShame, abbiamo pensato di commissionare loro un brano per il nostro box SEXYBITION.

Vedevo chiaramente dove la loro visione cinematografica avrebbe potuto agganciarsi al film di Poeti ma temevo anche un rifiuto: come noi mettere le mani su quello che è poco meno di un porno? Giammai! E invece: Marco e Matteo super-entusiasti. E io, vergognandomi un po’: guardate che si
lavora per la gloria. E loro: va benissimo. Mi permetto di fornire a Marco e Matteo un’unica indicazione: vogliamo una canzone bella come Sciarti.

Quando ci rivediamo loro mi portano Diva. E io stento a crederci. Mi vergogno. Quella canzone vale milioni e loro me la regalano. Ce la regalano. Mi mancano le parole. La voce di Georgia s’intreccia con quella di Marco. Il testo insegue la traccia narrativa del film. Tutta la malinconia dei corpi avvinghiati in torride evoluzioni saffiche diventa gocce di suono inebriate dal sole.

Ascolto Marco che mi spiega. Mi spiega come ha lavorato sul film per arrivare alla canzone. Nessuno snobismo. Nemmeno quello al contrario per cui un film di genere vale più di Antonioni. Solo serietà e passione. E voglia di fare un lavoro ben fatto. Ovviamente per inserire il brano tra gli extra di Inhibition bisogna trovare un corredo adatto di immagini. E dopo poco tempo, mi viene sottoposto una nuova versione del film di Poeti: una versione lunga quanto Diva che è qualcosa di più di una semplice clip. Un’autentica riscrittura del film. La sua reinvenzione come musica: come canzone.

Ecco: il destino degli Elettronoir è la canzone. Come forma e strumento d’indagine del reale. Anche le immagini loro le aggregano come se inseguissero un tracciato ritmico e musicale che sta oltre la superficie delle cose visibili. Tutte le grandi canzoni aprono varchi nella percezione. Tra le cose scoperte dagli occhi, le canzoni ne aggiungono altre mai viste.

Ciò che i citazionisti a oltranza tendono a dimenticare con troppa facilità è che la scelta dei materiali è la traccia del sentire. Ossia la scelta diventa politica della scelta e quindi segno della propria presenza tra i materiali della realtà e del mondo. Non si sceglie a caso. Proprio come non si vive a caso. O almeno non si dovrebbe.

Quando ascolto Sciarti, Diva e le altre canzoni degli Elettronoir mi sembra di trovarmi di fronte a mondi che vengono evocati mentre ascolto. Provo il piacere di partecipare a futuri possibili, a mondi che ancora non sono ma che saranno. Li sento al mio fianco. Persone che vivono nel mio mondo. Come quando scopri per la prima volta Lou Reed o i Ramones. Sai che sono altro. Ma sai anche che per i santi uffici dell’intercessione dell’arte loro sono anche te.

Gli Elettronoir stanno nelle cose del mondo con un grande rispetto per il mondo stesso. Non inquinano. Sino a ora, ogni cosa che reca il loro nome ha aggiunto sempre cose nuove al mondo. Almeno al mio (ma sono sicuro che potrebbero aggiungerle anche al vostro: dategliene la possibilità!). Gli Elettronoir non prendono, danno. Ma danno con rispetto per chi potenzialmente riceve: offrono. E loro sanno che si può anche rifiutare un’offerta. Fa parte del gioco. Ma io ho preso. E spero di prendere ancora. O meglio: spero di ricevere ancora da loro. E mi auguro di meritarmi ancora la loro musica.




Giona Nazzaro

NoShame



 


marco
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venerdì, 12 settembre 2008




 


-elettronoir-
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giovedì, 12 giugno 2008

dossier 

"«Amo la vita così ferocemente, così disperatamente, che non me ne può venire bene: dico i dati fisici della vita, il sole, l'erba, la giovinezza:… e io divoro, divoro, divoro… Come andrà a finire, non lo so.»"
Pier Paolo Pasolini

"...sfilo al volante della mia auto,
il tuo cabrio...
e torno!...attraverso di te!
anch'io ti ho rubato qualcosa,
nell'esigenza di una traiettoria inevitabile...
una curva,
un apostrofo,
il fondo
di nessuna lacrima
di nessun posto
da mai".
CONSEGUENZA -ELETTRONOIR-
dossier 2

 


-elettronoir-
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lunedì, 31 dicembre 2007

#2007#  -ELETTRONOIR- #2008#     

marco ti chiudo dentro una lacrima...... 

 per questo, immensa... matteo

davide  #08#,   !?^?!    #08#, 

 che tu sia bella, georgia

nando...in ciò che già sei!  

voi....solo il mio codice...

-elettronoir-

 


-elettronoir-
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domenica, 04 novembre 2007

Ricordo che quand'ero bambino, il sabato sera mangiavo velocissimo: alle otto e mezzo cominciava una roba che si chiamava Sabato al Circo. Per me, su quel finire degli anni '80, vedere i trapezisti e gli acrobati potenziati con tutto il cast di bim bum bam era davvero il massimo. Si godeva già dalla Sigla.

Ricordo poi che passò un po' di tempo, e dopo quella sfavillante prima edizione, il sabato presi a cenare con più calma:  forse il programma non era più quello di prima, o forse semplicemente fui io a cambiare. Fatto sta che poi cominiciai a preferire le chiacchiere  con gli amichetti e una partita a pallone sotto casa, piuttosto che le battute di Uan e degli altri pupazzoni pelosi della fininvest. Successe insomma che non me ne fregava più un cazzo della tv il sabato, una tradizione che pare perdurare ancora oggi.

Ricordo che al mio primo anno qui a Roma, da matricola, la cosa più bella che mi potesse capitare era trovare qualcuno che avesse voglia e coraggio per sfidare i bus notturni e godersi un Sabato al Circolo degli Artisti. Là suonavano quelli che trovavi nelle interviste su Rumore, gli stessi che poi andavi cercando timidamente da Disfunzioni a San Lorenzo. Un posto meraviglioso, che in provincia ce lo sognavamo.

I più fighi però non erano 'i grossi',  quelli del nome sul cartellone: quelli là li conoscevano (quasi) tutti, non c'era gusto a vantarsene coi compagni. Il vero piacere era andare a guardare, sempre con una punta d'invidia, le band che aprivano, e che magari leggevi in qualche rubrica di demo o qualche fanza particolarmente audace. Io li vedevo, in mezzo allo scintillare delle luci, e sognavo che, magari un giorno, ci sarei salito pure io su quelle assi di legno.

Più o meno, ora sono cinque anni che vivo in questa città. Ieri invece era il quinto concerto che -elettronoir- suonava al Circolo degli Artisti, il terzo se contiamo solo le aperture del sabato sera. La prima volta sembra un secolo fa. In mezzo, un mucchio di bei ricordi, tanta bella gente conosciuta proprio lì (oh, grazie Valerio!), e davvero una montagna di emozioni.
Siamo cresciuti un po' nel frattempo, e pure il circolo è cambiato, e di parecchio pure.

Perciò, sarà lui che s'è evoluto e diventato qualcos'altro, o sarò io che in questi anni son diventato grande, chi lo sa. 
Di sicuro però, mi sa che dal prossimo sabato se mi cercate sarà più facile trovarmi a fare i dribbling sotto casa mia, con le porte fatte coi cappotti ammucchiati, in mezzo alla luce arancione dei lampioni.

Chi si vuole unire, metta il dito qui sotto.

 


matteo
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domenica, 28 ottobre 2007

Sabato prossimo, non prendete impegni. Al Circolo degli Artisti ci sono i DiscoDrive, e prima di loro, -elettronoir-.




L'appuntamento  a via Casilina Vecchia è sul presto: noi cominciamo verso le 22:15, per poi lasciare alle 22:45 il palco ai tizi del punk-funk torinese. Puntualissimi, mi raccomando, perchè poi alle 00:15 ci si butta nella pista da ballo di Screamadelica.

 


matteo
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martedì, 16 ottobre 2007

"Diva: dolce e malinconica ode pop-electro su montaggio di foto di scena che porge omaggio alle indimenticate Claudine Beccarie e Ilona Staller. Quando, forse, anche il porno aveva un'anima..."

Vittore Baroni, Rumore, Ottobre 2007

 



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venerdì, 14 settembre 2007

Ecco...ora si vede e si sente.


La Notte Bianca 2007, -elettronoir- con Rachele Bastreghi, in duetto su Mondo Folle.

 


matteo
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lunedì, 10 settembre 2007

Ha proprio ragione brassy, la Notte Bianca qui a Roma è un po' come la festa del patrono. C'è la musica, si beve, si sta in giro fino a tardi. E' solo che qui è tutto più grande, e pure la musica in fondo è un tantino diversa. Alla Galleria Alberto Sordi ci abbiamo pensato noi, con tutte le canzoni di Marco, Davide, Nando, Matteo e pure di Georgia.

 
(un click sulla foto per vedere la galleria)


E' stata una bellissima serata, anche per merito di Romina che ha organizzato il tutto, ma anche per Rachele, che qui sotto potete vedere (ma non sentire!) in un minuto del suo duetto con -elettronoir-





ps: brassy è sempre da ringraziare. Stavolta ci ha fatto un gruppo su Flickr. Se prima o poi avrete fotografie di -elettronoir- e un account, non esitate ad unirvi.

 


matteo
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sabato, 01 settembre 2007

L'autunno alla fine non è poi così male. D'accordo, le giornate cominciano ad accorciarsi, si torna a lavoro coi soliti problemi,  ma in fondo qualcosa di bello c'è.

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Sabato 8 settembre a Roma c'è La Notte Bianca, e noi saremo di nuovo ospiti della Galleria Alberto Sordi di via del Corso. Suoneremo fra il video/concerto di Christian Rainer e le ombre del BigSaloon di  Beatrice Antolini.

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Naturalmente, la cosa bella è il fatto che non faccia più così caldo, e che continui a splendere il sole.

 


matteo
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giovedì, 12 luglio 2007

"Avevo più di un sogno, ricordi? Le menzogne scivolano via, altro non voglio ricordare. Leccavo amore come una miserabile. Le labbra sono ancora sporche di veleno.
Tu. Tu ridevi di me. Della mia vita da cullare negli incubi.
La mia vita compressa in respiri obliqui all'equivoco.
La mia vita, Diva, di maledizione in maledizione.
La mia vita, Diva, di regina sporca.
La mia vita, sì,
proprio la mia..."

elettronoir.it/download


Diva è la nuova canzone di -elettronoir-. Nasce dalle speranze infrante, dai sogni sfumati, dal futuro che per un attimo pare radioso e poi torna ad essere la solita, cruda, realtà. Una colonna sonora per tutte quelle vite di ragazze che sognavano la pellicola, il grande schermo, e poi i rotocalchi, le feste sull'attico vista fori, i produttori, il mondo dorato del cinema. Che sognavano di diventare un'immagine da appendere sui muri in tanti poster, l'oggetto del desiderio di tutti gli altri, comuni mortali. Una colonna sonora per chi, attratta da quella luce del proiettore in fondo alla sala, ha provato ad avvicinarsi e a danzarci attorno, bruciandosi poi come tante falene.

Grazie a NoShame Film, Diva è la colonna sonora della nuova uscita di Inhibition, film di Paolo Poeti del 1976 con Claudine Beccarie, Ilona Staller e Ivan Rassimov. Per la prima volta restaurato in versione originale dai negativi originali e in versione senza tagli. Sarà racchiuso in un cofanetto pieno di extra, interviste e un dvd-rom con fumetti e fotoromanzi.
Distribuito da Cecchi Gori Group.

Marco Bizzarro ha realizzato, su Inhibition, un video per Diva. Basta guardarlo, per leggere negli occhi delle protagoniste quella voglia di smettere di essere come tutti, di diventare, finalmente, Diva. Qualcuna ce l'ha fatta ad essere nei sogni di una generazione. Per le altre, invece, non c'è stato nient'altro che l'oblio di questo Mondo Folle.
http://www.marcobizzarro.eu

Diva
è il singolo contro-hit per questa estate 2007.
Dopo Laika, è il secondo singolo Free-Download di -elettronoir-.

Contiene la canzone prodotta da Nando Mattera, dove compare per la prima volta la voce di Georgia Colloridi, la nuova vocalist del gruppo. Registrata nel maggio/giugno 2007.

Marco Pantosti: Voce, Pianoforte, Synth.
Matteo Cavucci: Chitarra Basso, Fuzz.
Davide Mastrullo: Elettronica Live, Campionamenti.
Nando Mattera: Programmazione Synth, Produzione Artistica, Registrazione, Missaggio.
Georgia Colloridi: Voce.

Il LatoB di Diva è Mondo Folle, il duetto di -elettronoir- con Rachele Bastreghi dei Baustelle, sulla versione italiana di Mad World, pezzo del 1982 dei Tears for Fears. Tratto dall'EP #102006 compare per la prima volta qui in downolad gratuito.


Le due canzoni, più il video e la copertina di Marco Bizzarro, si scaricano gratis a questo link:
http://www.elettronoir.it/mp3/Diva/Diva.zip
(2 Canzoni .mp3 192Kbs, 1 Video .avi, 1Immagine .jpeg. 88.1mb)

Sono disponibili anche i singoli file:

Qui Diva (.mp3 192Kbs, 6,4mb):
http://www.elettronoir.it/mp3/Diva/Diva.mp3

Qui Mondo Folle (.mp3 192Kbs, 7,8mb):
http://www.elettronoir.it/mp3/Diva/MondoFolle.mp3

Qui il Video (.avi 78mb):
http://www.elettronoir.it/mp3/Diva/Diva-Video.avi


Per altri formati del video, basta andare alla sezione download del nostro sito:
http://www.elettronoir.it/download.html


Per gli occhi di Miss Ungheria 1969,
Per il deserto di Tunisia
Per il piacere
Per la vostra estate
Per innamorarsi e sentirsi traditi fin dal primo bacio.
Per il sole arancione
Per il mare, nero.



 


-elettronoir-
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venerdì, 06 luglio 2007

LocandinaFinale

 


-elettronoir-
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domenica, 24 giugno 2007

Le foto di brassy.


(clicca sull'immagine per vedere tutta la galleria)

 


matteo
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sabato, 23 giugno 2007

Questa sera, a mezzanotte, Galleria Alberto Sordi, -Elettronoir- per la Festa Europea per la Musica.
Prima di noi suoneranno SoneTsenZ, The Second Grace e The Niro.

 


-elettronoir-
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mercoledì, 20 giugno 2007

Random nella mia mente. Tante porcate, troppe ed insostenibili a volte.

Sulla tangenziale stamattina ho rincorso un mio vecchio compagno di classe. Dopo molti anni ci siamo abbracciati. Caffè, sigarette. Parigi sarebbe stato lo sfondo ideale. Roma però ha mille alberi in fiore ed io non voglio diventare il burattinaio del Pincio.

vorrei essere....

http://www.youtube.com/watch?v=48ErzfGlWfc

 


marco
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martedì, 12 giugno 2007

Vi sfido con "Celluloide", il tema da indagare è il video.
Si vince un lento in mezzo alla strada col sottoscritto, un ultimo tango prima di Parigi.
se vi iscrivete alle nostre mailing list avrete più indizi...
 
Via col vento Il vento della steppa
Balla con Jurij il piccolo cosacco
vende paccottaglia dell'Armata Rossa
lavora conto terzi per i piccoli boss
Proposta indecente Attrazione fatale
Le porno casellanti al servizio di frontiera
Les liaisons dangereuses La scelta di Sophie
Gola profonda Oral Anal Non Stop

Donne sull'orlo di una crisi di nervi
Woodstock Easy rider The wall Cuori ribelli
Lanterne rosse Rocco e i suoi fratelli
JFK Robin Hood Papillon Malcolm X
Fronte del porto Profondo rosso
Mucchio selvaggio Corazzata Potemkin
Senza via d'uscita Giovent bruciata
La moglie del soldato Soldato blu!

C'è tanto da imparare!

A qualcuno piace caldo Il t nel deserto
Tot d'Arabia Suspiria Casablanca
Tot le Mok Sette chili in sette giorni Indiana Jones
Assassinio sull'Orient Express Gi la testa
Turista per caso Dune La tempesta
L'ultimo imperatore La Contessa di Hong Kong
La Cina vicina
Run Tokio ga Sex and Zen Tokio decadence!

C'è tanto da imparare!

L'ultima tentazione L'inferno di cristallo
Fino all'ultimo respiro San Michele aveva un gallo
Roma città aperta Italiani brava gente Pane amore e fantasia Amici miei
Via col vento Il vento della steppa
Balla con Jurij il piccolo cosacco,
vende armamenti atomici a corto e medio raggio,
ha gi imparato tanto pieno di volontà!
chicca finale, tra le mie preferite:       http://www.youtube.com/watch?v=ZZNM6IrqKLU
e poi arriveremo...vedrai, vedrai......

 


marco
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mercoledì, 06 giugno 2007

Lo ammetto: sono sfinito...!


E' il mio primo post, ma sono contento di scriverlo in questa occasione.
E' finita, sudata, pronta, approvata...!
E' anche per queste cose che sono felice di essere un -ELETTRONOIR-...ricerca!!!
E': "####".


Presto saprete di cosa parlo.

Nando  

 


nando
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giovedì, 31 maggio 2007

Untitled

Video installazione di Anna Lisa Miele -  2007
Musica: "In Viaggio", -elettronoir-, Dall'album "Dal Fronte dei Colpevoli"




Da: Anna Lisa Miele
A: info@elettronoir.it
Il: 31 maggio 2007
Oggetto: Re: Re: Re: Untitled

(...)Untitled sarà esposto a Salamanca a Dicembre, come video installazione all'interno di un cubo di due metri. In uno dei lati del cubo ci saranno dei piccoli fori dove le persone potranno osservare la "donna-bambola" in grandezza naturale. Una specie di carillon surreale, insomma.

A presto,
Anna Lisa.

 


matteo
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giovedì, 31 maggio 2007

Il mio pensiero di oggi:

2) Le cantilene, fonti di imitazioni.

Questa mattina, ore 8.30, un nuovo pensiero mi ha assorbito totalmente mentre guidavo verso l'ufficio...

Il tutto è scaturito dall'ascolto di una di quelle canzoni che "devonodiventareunahitdell'estateatuttiicostiepoi farpartedellacompilationdelFestivalBar...sempreatuttiicosti!!!"

La canzone in oggetto è l'ultimo singolo dei Gemelli Diversi, dal titolo "Istruzioni per l'(illu)so" (non è uno scherzo, s'intitola proprio così!).

Al di là dei contenuti, (ognuno ha due orecchie, una dignità ed un cuore), la mia attenzione, non potendosi dirigere in altri dove, si è posata sull'andatura della melodia. Ora io sfido chiunque a non sentirci dentro le cantilene di Fabri Fibra...ma non è nemmeno questo quello che ho pensato...

Ciò che covavo nella mente era la seguente riflessione:

Ma perchè le case discografiche importanti non mettono sotto contratto solo autori che siano "fonti" di stile,  di intuizioni, dotati di forti personalità, invece di propinare personaggi (gli imitatori) che, addobbati da "i trucidi-prada-d&g", scimmiottano e fanno solo il verso di qualcun altro?

Il mio amico Ferdinando avrebbe trovato una ragione.

Lui avrebbe avuto una bella risposta da darmi.

Ma era un mio amico, e spero solo che stia ancora bene!

ciao tesò

 

 


marco
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martedì, 29 maggio 2007

Prima di Giugno, gli anni '70.

Credo che sia il caso, visto che sono contento, sereno ed incasinato...Ricordo tende con fantasie psichedeliche a tinte marroni che sventolavano davanti a finestre aperte...

Giugno '73

Tua madre ce l'ha molto con me
perché sono sposato e in più canto
però canto bene e non so se tua madre
sia altrettanto capace a vergognarsi di me
La gazza che ti ho regalato
è morta, tua sorella ne ha pianto,
quel giorno non avevano fiori, peccato,
quel giorno vendevano gazze parlanti.
E speravo che avrebbe insegnato a tua madre
a dirmi "ciao come stai",
insomma non proprio a cantare
per quello ci sono già io come sai.
I miei amici sono tutti educati con te
però vestono in modo un po' strano
mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi
"Sono loro stasera i migliori che abbiamo"
E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa
nell'imbuto di un polsino slacciato.
I miei amici ti hanno dato la mano,
li accompagno, il loro viaggio porta un po' più lontano.
E tu aspetta un amore più fidato
il tuo accendino sai io l'ho già regalato
e lo stesso quei due peli d'elefante
mi fermavano il sangue
li ho dati a un passante.
Poi il resto viene sempre da sé
i tuoi "Aiuto" saranno ancora salvati
io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati.

                          (F.d.A)

A tutta la nostra vita!

 


marco
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venerdì, 25 maggio 2007

Il mio pensiero di oggi:

1) La forza di un arte.

Stamattina, mentre andavo in ufficio, ascoltavo Radio in random. Ho sentito il nuovo singolo dei "negramaro". Ho fatto due riflessioni.

La prima, il pezzo fa pena. Con quel popò di produzione potevano metterci una mezza idea...

La seconda, la base ritmica è scopiazzata, ripresa, emulata, insomma, identica a quella che contraddistingue i Baustelle. Stessi colpi di batteria e stesso gioco basso-batteria.

Allora rifletto e traggo le mie personali conclusioni:

L'artista, per essere davvero tale, deve muoversi come "...un fiocco di neve che non si poggia in nessun posto..." (Nirvana, Gabriele Salvetores)

ergo:

Poveri esseri umani, che scambiano la personalità di qualcuno come moda da abusare.

ciao tesò

 


marco
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venerdì, 25 maggio 2007

Un buongiorno sfocato...

 


georgia
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martedì, 22 maggio 2007

Nastro, pellicola, per memorie forti e deboli. Per pomeriggi che si ricorderanno, al parco. Si mettevano in posa come modelle. Eran solo bambine. I giochi, i colori presi per "propri"...il mondo allora era il mio giocattolo preferito. Ora gira di meno!

Si comincia così
dalle fotografie fatte alla stazione
in quelle macchinette
si alza la tendina e ci si mette in posizione
con gli occhi fermi davanti alle crocette.

Flash! Flash! Flash!
trecento lire
in un minuto quattro foto
flash! flash! flash!
trecento lire
in un minuto un depravato.

Flash

 ...Peccato, credevo di essere più luminoso... È tutta colpa delle macchinette. Mi ricordo anche la Patrizia, giovane, tratti regolari, carina... 'flash!... assassina!
È così, Patrizia, si comincia così.

Si comincia così
davanti agli sportelli
di un ufficio postale, ti senti un po' impacciato
e ti guardano male.
Io sono calmo, li ho contati, ne ho davanti nove,
una donna si insinua, le donne son più brave.

Io sono calmo, però
la controllo con l'avambraccio
tengo duro in silenzio
lei mi odia, io la schiaccio
aiuto, ce l'ha fatta, s'è insinuata
maledetta, l'avrei ammazzata!

Meno male, si sono ribellati tutti,
ci si urta
ci si spinge senza complimenti
siamo impazziti, siamo furiosi, siamo stravolti,
è più che giusto
siamo assetati di documenti.

[parlato] E tu Patrizia, che faccia fai quando vai in un ufficio a chiedere una tessera? Come fai?... Non ti conosco.
E Mauro, il tuo Mauro che va sempre in India... L'avrà dato anche lui l'esame della patente, in macchina con l'ingegnere... Sembra impossibile.
E che faccia avrete quando pagherete le tasse?... C'è gente che non può pagare le tasse, non può fisicamente.
Dovrebbero pensarci.
Non importa, Patrizia. Ormai ce le siamo fatte le fotografie... Flash!

Ti ci abituerai
ti ci abituerai,
si comincia sempre così
da una fotografia,
ti servirà dovunque
l'avrai sempre presente,
fa già parte di te
non puoi buttarla via.

Non la puoi strappare
non ci riesci,
è un essere uguale a te stesso
che non conosci

e porterai a spasso
un doppio di te
una specie di morta venuta male
con gli occhi in fuori
una criminale che non ti lascia mai.

Ti ci abituerai
ti ci abituerai
noi non faremo più
nessuna resistenza

noi che eravamo certi
di non esser coinvolti
ora si può contare
sulla nostra presenza.

Lo sai che siamo attesi
alla mutua e all'igiene
alle scuole, agli ospedali
ai seggi elettorali.

lo sai che siamo attesi
con le nostre carte
coi timbri, i fogli, i registri,
coi certificati, le carte da bollo
identificati da schede e da nastri
siamo sommersi, siamo dentro fino al collo.
Flash!

                              (Giorgio Gaber)

 


marco
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lunedì, 14 maggio 2007

un fiore in un bicchiere

il legno del ghiacciolo alla menta, sigaretta, volto al blu, linea in orizzonte...un jukebox, che potrebbe diventare quello giusto...si inizia così, sarebbe presto, ma al fiore in un bicchiere, non si comanda.

Una mattina d'estate

Cos'e' che fa dolce l'estate
e cosi' chiaro il mattino
che ho gia' voglia di uscire
e' che basta poco vestirvi
basta poco a stupirvi
basta uscire nel sole eeh
vorrei che piccola cosi'
bastasse sempre al cuore mio
la vita che riscalda
una mattina d'estate
lo so che piccola cosi'
non so neppure dirtelo
e' un fiore in un bicchiere
una mattina d'estate
e c'e' un profumo nell'aria
che mi fa ripensare
a qualcosa di bello
che poi se si alzasse un po' il vento
gia' sarebbe lontano
gia' sarebbe nel cielo
vorrei che piccola cosi'
bastasse sempre al cuore mio
la vita che riscalda
una mattina d'estate
lo so che piccola cosi'
non so neppure dirtelo
e' un fiore in un bicchiere

una mattina d'estate....
vorrei che piccola cosi'
bastasse sempre al cuore mio
la vita che riscalda
una mattina d'estate
lo so che piccola cosi'
non so neppure dirtelo
e' un fiore in un bicchiere
una mattina d'estate....

                          (Patty Pravo)

vorrei che piccola cosi'...bastasse sempre al cuore mio...

 


marco
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giovedì, 10 maggio 2007

Oggi mi gira così, e giragiragiragiragiragira.......quindi:

Curami

curami curami
prendimi in cura da te
curami curami
che ti venga voglia di me
curami curami
verranno al contrattacco
con elmi ed armi nuove
verranno al contrattacco
ma intanto adesso curami
solo una terapia
solo una terapia
verranno al contrattacco
con elmi ed armi nuove
curami curami curami
curami curami curami

verranno...ma intanto, adesso, curami!


 


marco
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domenica, 06 maggio 2007

A lavoro nell'officina -elettronoir-.


 


matteo
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venerdì, 04 maggio 2007

Credo che si parli del passato, il trascorso, con questi toni, perchè non lo si conosce tutto, bene.

Credo che il senso del futuro sia nella meccanica e scorra sotto le ruote di un ciclista. un metodo fisico essenziale, minimale, che corre in parallelo al modulo animale.

Il sofisma della tecnica ha perso, l'uomo sui pedali si alza e corre veloce, in avanti.

Un uomo così non lo ferma nessuno. L'uomo è memoria di se' stesso. E' il passato di un fututro scritto.

Ferro e carne.

E poi...voi sapreste davvero rinunciare, far finta che non sia esistito, fare gli snob, col '900 dei versi di questa canzone?

QUANDO TU SUONAVI CHOPIN

Quando tu suonavi Chopin
Io seguivo le tue bianche mani
Ti venivo vicino vicino
Respiravo nei tuoi capelli
E la sera quando per caso
Noi si restava un po' soli
Il mio desiderio il mio sangue
Si accendeva per te
Vorrei sapere se aspettavi un gesto mio
Se lo stupido ero solo io
Ma questo lo sa Dio
Ho scordato anche il tuo nome
Ma ricordo ancora il tuo odore
E il mio desiderio il mio sangue
E il tuo caro Chopin

(Sergio Endrigo)

Ho scordato il tuo nome (oggi),
ma ricordo ancora l'aspetto gentile dei ricordi (per sempre).

 


marco
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08/11/2007 - ExMacelli, Prato.
08/09/2007 - La Notte Bianca @Galleria Alberto Sordi, Roma.
23/06/2007 - Galleria Alberto Sordi, Roma

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-Tutta colpa vostra!-
La Trilogia noir

#102006

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